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La normativa UNI EN 1264

UNI EN 1264-4

UNI EN 1264-4:2009; è la parte di aiuto per quanti installano il sistema a superficie radiante; si trovano i requisiti minimi dei materiali impiegati con il sistema a superficie radiante e le prescrizioni da rispettare per una corretta installazione.

Si tratta della parte della normativa che regolamenta l’installazione delle superfici radianti inglobate nella struttura. Nella premessa della normativa si specificano i contenuti della UNI EN 1264-4 e si dice che la UNI EN 1264-4 si applica solamente ai componenti che costituiscono il sistema radiante di riscaldamento/raffrescamento; non è applicabile agli altri elementi che compongono la struttura di pavimenti, soffitti e pareti. Questo significa che, qualsiasi siano le procedure e le scelte fatte in precedenza alla posa della superficie radiante, quanto è stabilito nella UNI EN 1264-4 deve essere rispettato specificatamente con l’installazione del sistema radiante. 

La normativa descrive l’installazione della superficie radiante distinguendo tra pavimento, parete e soffitto radianti. Si definiscono condizioni che devono essere presenti al momento della posa del sistema a pavimento radiante il completamento della base di supporto e la chiusura della parti aperte dell’edificio (es: finestre e porte). 

Tutte le tubazioni di servizio agli impianti (idrauliche, elettriche, per il sanitario, ecc.) devono essere già state installate e ricoperte in modo da ottenere una base sulla quale posare l’isolante.
L’isolante del sistema a pavimento radiante deve avere resistenza termica minima Rλ,ins maggiore o uguale a quanto previsto in Tabella 1 del paragrafo § 4.1.2.2.1. Deve essere rivestito superiormente da uno strato protettivo che può essere un foglio in polietilene di spessore pari almeno a 0,15 mm o materiale equivalente. 

Il pavimento radiante deve essere posato prevedendo la striscia perimetrale lungo tutte le pareti che delimitano il locale che verrà riscaldato a pavimento; la striscia deve essere applicata anche a tutti quei componenti strutturali dell’edificio che penetrano il massetto (es: pilastri, gradini di scale, ecc.). Essa deve essere presente dalla base di supporto finito a pavimento finito e deve avere caratteristiche tali da consentire il movimento del massetto di almeno 5 mm. Striscia perimetrale e strato di protezione dell’isolante devono essere posati in modo che il massetto non penetri lungo il perimetro sotto l’isolante. 

Il collettore di distribuzione deve essere posto in posizione tale da ridurre al minimo la lunghezza delle tubazioni di adduzione. Questo per evitare che l’eccessiva presenza di tubazioni di adduzione rendano difficoltosa la gestione della temperatura dei vari locali. Deve essere dotato di due valvole di intercettazione e di un organo di taratura per ogni circuito; la chiusura del circuito e la sua taratura devono essere indipendenti.

Dispositivi meccanici devono essere predisposti per garantire che non entri acqua a temperatura tale da causare il raggiungimento di temperature troppo elevate d’inverno (55°C per massetto tradizionale, altre temperature se specificate dal fornitore del massetto); tali dispositivi devono funzionare anche in assenza di corrente elettrica. Sensori umidità devono previsti nel caso di funzionamento in raffrescamento per evitare il raggiungimento della temperatura di rugiada. 

Le tubazioni utilizzate per realizzare i circuiti del pavimento radiante devono avere barriera a ossigeno e rispettare le specifiche tecniche delle normative di riferimento. Al § 4.1.2.5.1 la UNI EN 1264-4 cita le norme di riferimento per PE-X, PP, PB, PVC-C, multistrato, PE-RT, PE-MDX. Lo spessore della tubazione deve essere tale da garantirne i requisiti di classe 4 secondo ISO 10508, la resistenza alla pressione operativa di 4 bar, vita prevista di 50 anni. Nel trasporto e conservazione in cantiere la tubazione deve essere protetta da danneggiamenti esterni e dall’irraggiamento solare diretto. La posa della tubazione deve essere fatta applicandola a almeno 50 mm dal perimetro, 200 mm da ogni causa di possibile danneggiamento della tubazione (es. canne fumarie, caminetti con focolare basso, estremità del poggiolo dove viene applicato il parapetto, ecc.) . Il raggio di curvatura deve rispettare le indicazioni del produttore. Il tubo deve essere agganciato con sistemi di ancoraggio che garantiscano che il tubo non si sposta più di 5 mm in altezza e più di 10 mm sul piano dal punto dove è stato installato. I due tratti di tubazione di ciascun circuito che attraversano il giunto di dilatazione (è consentito un solo attraversamento da parte del tubo di mandata e uno solo da parte del tubo di ritorno) devono essere protetti con materiale isolante flessibile per una lunghezza di almeno 0,3 m. 

Prima della posa del massetto agli anelli dell’impianto si deve applicare una pressione non inferiore a 4 bar e non superiore a 6 bar per accertarsi che non ci siano perdite. Questo collaudo può essere fatto usando acqua o aria compressa e l’assenza di perdite deve essere documentata su un rapporto di prova sul quale si riporterà la pressione alla quale è stato eseguito il collaudo. 

Relativamente al massetto la UNI EN 1264-4 raccomanda che il suo spessore non sia inferiore a quanto stabilito dalle normative che ne specificano la capacità di carico e la classe di resistenza a flessione. Il massetto deve essere realizzato rispettando i giunti di dilatazione laddove necessari. I giunti vanno previsti in posizione e quantità tale da delimitare aree non superiori a 40m2 e non più lunghe di 8m. Queste dimensioni possono essere superate nel caso di aree rettangolari se una dimensione non è più che doppia dell’altra. Non si dovranno avere aree di forma irregolare. I giunti devono essere previsti in corrispondenza di tutte le porte. Se vengono praticati tagli superficiali sul massetto, essi non devono avere una profondità maggiore di un terzo dello spessore del massetto. Chi posa il massetto lo deve fare avendo cura di non danneggiare nessun componente del pavimento radiante. La posa del massetto e la successiva stagionatura di almeno 3 gg devono avvenire con temperatura non inferiore a 5°C. Per almeno 3 gg il massetto deve essere protetto da asciugature troppo rapide; tale protezione può essere necessaria per un periodo maggiore se la tipologia di materiale utilizzato per il massetto lo richiede. Il posatore del rivestimento deve verificare che ci siano le condizioni per poter applicare il rivestimento scelto.

Relativamente a soffitto e parete radianti la normativa rimanda alle prescrizioni già descritte per il pavimento radiante, con le aggiunte e/o modifiche che seguono. Muri e soffitti devono essere in grado di sostenere il sistema radiante. Gli strati isolanti necessari per il raggiungimento delle resistenze termiche minime riportate nella Tabella 1 del paragrafo § 4.1.2.2.1 possono essere divisi in due strati, a seconda delle condizioni dell’ambiente adiacente; ad es. nel caso di parete esterna: uno strato sarà installato direttamente dietro il sistema radiante e il secondo strato sarà installato esternamente. La temperatura di alimentazione del sistema a parete e/o soffitto radiante non deve superare un valore massimo che dipende dal materiale nel quale è annegata la tubazione; ad esempio nel caso di intonaco a base di gesso la temperatura di mandata non deve superare i 50°C.