Comfort abitativo o efficienza energetica? Conciliare queste due esigenze è la vera sfida

L’applicazione di tecnologie innovative offre soluzioni concrete per raggiungere prestazioni energetiche molto elevate, ma la grande sfida per i progettisti è conciliare il comfort abitativo con le esigenze di sostenibilità.

È questo infatti un binomio da non considerare scontato, perché in fase di progettazione è necessario considerare numerose variabili e spesso la formula energeticamente più efficiente può non coincidere con la soluzione più performante sotto il profilo del comfort e dell’estetica. Dopo aver inquadrato il compromesso più conveniente in base alla tipologia di utilizzo dell’immobile, un ulteriore passo avanti può essere compiuto con un sistema intelligente che riesca a gestire in modo sinergico ed efficace i sistemi di riscaldamento, condizionamento, ventilazione e illuminazione.

L’impegno di aziende e progettisti è sostenuto da una normativa in materia di energia in continua evoluzione. Di pari passo aumenta la consapevolezza tra i cittadini, crescono le competenze tecniche degli addetti ai lavori e migliorano le performance energetiche dei prodotti, innescando così il circolo virtuoso della buona progettazione.

 

 

Per “buona progettazione” si intende la crescente attenzione all’efficienza energetica nelle ristrutturazioni e nelle nuove costruzioni, attenzione che a livello legislativo è normata sotto molteplici aspetti, a partire dalla strategia “20-20-20” che chiede di:  

  • ridurre del 20% le emissioni di gas serra
  • ridurre i consumi energetici del 20% aumentando l'efficienza energetica
  • soddisfare il 20% del fabbisogno energetico europeo con le energie rinnovabili.
     

Per raggiungere questi obiettivi abbiamo a disposizione gli strumenti legislativi del Pacchetto Clima ed Energia, tra questi la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili (recepita a livello nazionale dal D. Lgs. n. 28/2011).

La direttiva auspica che in fase di progettazione architetti e urbanisti prendano in considerazione una combinazione ottimale di fonti rinnovabili e di tecnologie altamente efficienti. Mette inoltre l’accento sul fatto che occorre colmare le carenze di informazione e di formazione, in particolare nel settore del riscaldamento e del raffreddamento.

Poiché gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia in Europa e influiscono sul consumo energetico a lungo termine, l’obiettivo a cui tendere, come indicato dalla Direttiva 2010/31/UE (recepita a livello nazionale dal Decreto Legge 4 giugno 2013, n°63) sono gli edifici a energia quasi zero.

Molti fattori possono concorrere alla realizzazione del grande potenziale di risparmio energetico nell’edilizia, un potenziale ancora inespresso che abbraccia sia le nuove costruzioni che le ristrutturazioni, queste ultime cruciali in quanto il patrimonio immobiliare esistente è in larga percentuale obsoleto.


I FATTORI DELLA BUONA PROGETTAZIONE

  • Il tipo di impianto di riscaldamento e condizionamento
  • L’impiego di energia da fonti rinnovabili
  • L’efficiente regolazione degli impianti
  • L’introduzione di sistemi solari passivi
  • La qualità dell’aria interna
  • L’illuminazione naturale
     

Poiché non esiste uno standard universale, la strategia da perseguire è tracciata nella Direttiva Efficienza Energetica 2012/27/EU (attuata dal D. Lgs. n. 102/2014), che ha introdotto un programma per rendere più efficiente il patrimonio edilizio pubblico, obblighi di diagnosi energetica per le grandi aziende e l’indicazione che le ristrutturazioni dovrebbero ridurre il consumo energetico di un edificio di una percentuale significativa rispetto ai livelli precedenti.

Un passo alla volta, la strada da percorrere insieme è quella che conduce a una casa sempre più smart, dove il massimo comfort convive con il minimo consumo di risorse.
 

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