IL COMFORT A 360°

Clima perfetto in ogni stagione, comfort puro e semplice tutto l’anno.

Il clima indoor è un fattore primario per il benessere. Un fattore che incide sulle prestazioni psico-fisiche, aiutando le persone a sentirsi concentrate e in forma. Un fattore che incide sulla spesa energetica di famiglie e aziende. Un fattore che è possibile gestire e ottimizzare in maniera intelligente. Come? Partendo dal presupposto che il benessere climatico negli ambienti della vita quotidiana è un obiettivo pienamente raggiungibile operando le corrette scelte progettuali. Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo di “benessere climatico”? In estrema sintesi, questa condizione si può descrivere come lo stato di piena soddisfazione verso l’ambiente in cui si vive o si lavora. Soddisfazione che deriva da un microclima ottimale sotto il punto di vista di temperatura, umidità e ventilazione, ovvero di quei parametri che condizionano lo scambio termico tra individuo e ambiente. Il primo passo verso il comfort a 360 gradi consiste dunque nel creare le condizioni affinché questi parametri restino circoscritti all’interno del range di valori indicato dal Ministero della Salute. Il secondo passo consiste nell’accurata valutazione del sistema di riscaldamento e raffrescamento da installare.

 

È troppo caldo
È troppo freddo?
È troppo umido

Quando la risposta a queste
domande è no, stiamo vivendo
una situazione di benessere totale.

La considerazione che deve spingere verso il radiante parte da una semplice analisi dei plus di questi sistemi, che riescono, e questo è un fatto, a rispondere in maniera efficace al desiderio di benessere delle persone. “Stare bene a casa e in ufficio” è un’affermazione che racchiude una molteplicità di significati, ma che senz’altro non può realizzarsi in presenza di condizioni climatiche avverse. È infatti dimostrato che un clima salubre all’interno degli ambienti contribuisce in maniera significativa al miglioramento della qualità della vita. Ne traggono beneficio la sfera fisica, con una maggiore percezione di energia, e la sfera mentale, agevolata nella concentrazione. E diventa tangibile quella sensazione, altrimenti invisibile, di benessere totale, che accompagna l’individuo nello svolgimento delle sue mansioni quotidiane senza sovraccaricarlo con il peso di un cattivo clima o dell’inquinamento indoor. Il profilo chimico dell’aria è infatti un altro dei fattori che concorre al raggiungimento del benessere e anche su quest’ultimo è possibile intervenire positivamente, soprattutto negli ambienti del terziario. 

In conclusione, clima e benessere sono due aspetti strettamente connessi poiché la percezione del benessere è personale, ma non può prescindere da determinate condizioni climatiche. Pertanto gli impianti di riscaldamento, raffrescamento e ventilazione devono garantire temperature ideali in ogni momento e in tutti gli ambienti, solo così possiamo far vivere ai nostri clienti un’esperienza di comfort a 360 gradi.
 

Comfort e qualità dell’aria indoor:
due fattori che creano valore nell’edilizia residenziale e non residenziale.

Il comfort e la qualità dell’aria indoor sono entrati a pieno diritto tra i fattori di cui tener conto in fase di progettazione. Lo indica la normativa tecnica, che negli ultimi anni ha fatto grandi passi avanti grazie a rivisitazioni e aggiornamenti, e lo indica chiaramente la lunga serie di studi che ha determinato tali aggiornamenti. Questa attenzione è giustificata dal semplice fatto che il comfort e la qualità dell’aria indoor sono importanti per il benessere umano. Importanti negli ambienti di lavoro, perché influiscono sulle prestazioni professionali. Importanti negli spazi della vita quotidiana, perché incidono sulla salubrità degli ambienti e, per la stessa ragione, fondamentali nell’edilizia ospedaliera. 

Gli studi hanno dimostrato che la qualità dell’aria influisce su produttività e salute, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che l’inquinamento dell’aria indoor ha provocato la morte di 3,5 milioni di persone. E se è vero che all’interno di cliniche e ospedali l’attenzione è più alta e vengono effettuati dei monitoraggi per tenere sotto controllo i parametri principali, è altrettanto vero che le abitazioni private e le scuole sono ancora molto lontane da questo tipo di indagine, anche perché nessuna legislazione le prevede. Ed ecco perché spesso è il progettista a dover sensibilizzare il committente su questi dati, informandolo che si rischia di vivere e lavorare in ambienti che contengono elevate percentuali di anidride carbonica, formaldeide, radon, fumo passivo, acari, muffe, e di dover convivere con le conseguenze che ne derivano: la concentrazione diminuisce, i problemi di salute aumentano, la spesa sanitaria pubblica ne risente. Nel Piano nazionale di prevenzione 2014-2018 si legge che l’inquinamento indoor costa 200 milioni di euro, un dato su cui riflettere. In conclusione, a fronte della mancanza di una legislazione specifica nell’ambito dell’edilizia residenziale e del terziario, questo tipo di decisioni sono affidate alla sensibilità personale del progettista e del committente, e siamo certi che in seguito a un’adeguata informazione sempre più spesso le scelte progettuali e costruttive imboccheranno la strada giusta.

 

Acustica e illuminazione:
due elementi da non sottovalutare per il raggiungimento del benessere totale

Le variabili che concorrono alla creazione di un ambiente confortevole sono numerose. Oltre alla temperatura e alla qualità dell’aria indoor bisogna tenere conto dell’acustica, ovvero della gestione dei rumori esterni e interni, e dell’illuminazione, soprattutto negli spazi dove non si può contare su sorgenti di luce naturale sufficienti a garantire una corretta visione diurna e negli ambienti che necessitano di una buona visibilità notturna. 

L’importanza di questi due fattori è evidente anche ai non addetti ai lavori. Entrando 

in un qualsiasi ambiente, infatti, il rumore e la luce vengono notati immediatamente e in un solo istante determinano una sensazione di fastidio o di benessere, in parte condizionata da una percezione soggettiva. La variabile emozionale va attentamente considerata in fase di progettazione, in modo da conciliare la sensibilità personale nei confronti di questi due elementi con le soluzioni architettoniche che meglio consentono di ottimizzare costi e prestazioni, raggiungendo il livello di soddisfazione richiesto dal cliente. Ma è la destinazione d’uso degli immobili ad avere l’ultima parola, perché se nel settore residenziale, nel settore horeca e retail si tende a optare per un’illuminazione di design che crei un certo tipo di atmosfera, nel terziario e negli spazi industriali devono prevalere criteri quali l’uniformità, la potenza e il controllo del flusso luminoso. Allo stesso modo, strutture alberghiere, condomini, ospedali, uffici e sale da concerto, solo per fare qualche esempio, avranno esigenze differenti in materia di isolamento acustico e dipenderà dal progettista individuare le migliori soluzioni per il fonoisolamento o il fonoassorbimento, conciliando l’estetica con il comfort, la funzionalità e le esigenze di risparmio energetico.

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