TIPOLOGIE, EFFICIENZA ENERGETICA, DIRETTIVE EUROPEE DEGLI IMPIANTI PER IL RISCALDAMENTO E IL CONDIZIONAMENTO

L’impianto termico è un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva e invernale degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda per uso igienico-sanitario, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e di controllo.

 

Gli impianti termici per la produzione e la distribuzione di calore sono generalmente denominati impianti di riscaldamento. Ma quando l’impianto termico è in grado di fornire riscaldamento, raffrescamento e variazioni del microclima interno (come variazione di umidità e di velocità dell’aria), si parla generalmente di condizionamento.

 

TIPOLOGIE DI IMPIANTI TERMICI

  • Impianti ad acqua
  • Impianti ad aria
  • Impianti misti aria-acqua

 

GLI IMPIANTI AD ACQUA

Sono costituiti da un generatore di calore, dai terminali e da un sistema di distribuzione da generatore agli apparecchi utilizzatori (terminali). Tra questi rientrano i pannelli radianti a pavimento, parete e soffitto, utilizzati per il riscaldamento e raffrescamento di ambienti residenziali, del terziario e del settore industriale.

 

GLI IMPIANTI AD ARIA

Sono impianti in cui le condizioni termoigrometriche dell’ambiente sono mantenute ai valori voluti solamente utilizzando l’aria che viene trattata dall’impianto. L’aria esterna e l’aria di ricircolo (se prevista), dopo aver attraversato l’unità di trattamento dell’aria, viene distribuita mediante delle canalizzazioni e immessa in ambiente attraverso opportune bocchette. In realtà l’unità di trattamento dell’aria necessita di un generatore di calore per fornire il fluido caldo e il fluido freddo alla batteria di riscaldamento e raffrescamento.

 

GLI IMPIANTI MISTI

Sono quelli che utilizzano contemporaneamente aria e acqua come fluidi termovettori per mantenere le temperature desiderate. Esempi di impianti misti sono i sistemi radianti a pavimento, parete o soffitto abbinati ad un impianto ad aria primaria per garantire i fabbisogni in riscaldamento e raffrescamento e controllare l’umidità.   

EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI IMPIANTI: LE DIRETTIVE COMUNITARIE


A partire dal 2007 l’Unione Europea si è seriamente impegnata ad adottare il “Piano 20-20-20”. Parte integrante di questo piano è la direttiva 2009/125/CE, rinominata Direttiva ErP (Energy Rrelated Products Directive) o più semplicemente direttiva EcoDesign.

Tale direttiva fissa un quadro per l’elaborazione di specifiche comunitarie per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia nell’intento di garantirne la libera circolazione nel mercato interno.

 

Regolamenti a integrazione della direttiva 2009/125/CE

 

Regolamento 691/2009, poi modificato dal 622/2012/UE - relativo ai circolatori senza premistoppa indipendenti e ai circolatori senza premistoppa integrati in prodotti.

Regolamento 327/2011 - relativo ai ventilatori dotati di motori con potenza elettrica tra i 125 W e i 500 W.

Regolamento 813/2013 - relativo agli apparecchi di riscaldamento dell’ambiente e agli apparecchi misti.

Regolamento 814/2013 - relativo agli scaldacqua e ai serbatoi per l’acqua calda.

Regolamento 1253/2014 - relativo alle unità di ventilazione meccanica.

 

Questi regolamenti hanno lo scopo di sostituire gradualmente nel mercato i prodotti poco efficienti con quelli più efficienti. Nella tabella sottostante sono riportate le principali scadenze.


 

Il Regolamento 691/2009, relativo alle pompe di circolazione senza premistoppa, ha interessato non solo il mercato delle pompe di circolazione ma anche quello dei prodotti che integrano tali pompe all’interno, come i gruppi di miscelazione per gli impianti radianti per i quali è stato necessario modificare la pompa con una ad alta efficienza.

Eurotherm ha sostituito tutte le sue pompe di circolazione per renderle conformi alle direttive europee.

 

L’etichetta energetica dei prodotti connessi all’energia

 

Nel 2010 la direttiva 2010/30/UE ha istituito un quadro per l’armonizzazione delle misure nazionali sull’informazione agli utilizzatori finali dei prodotti connessi all’energia, mediante etichettatura e informazioni sul consumo energetico. Da qui sono scaturiti i seguenti regolamenti europei relativi all’etichetta energetica:

 

Regolamento 626/2011 - relativo ai condizionatori d’aria

Regolamento 811/2013 - relativo agli apparecchi di riscaldamento dell’ambiente, agli apparecchi misti, agli insiemi di apparecchi per il riscaldamento d’ambiente, ai dispositivi di controllo della temperatura e dispositivi solari e agli insiemi di apparecchi misti, dispositivi di controllo della temperatura e dispositivi solari 

Regolamento 812/2013 - relativo agli apparecchi scaldacqua, ai serbatoi per l'acqua calda e agli insiemi di scaldacqua e dispositivi solari

Regolamento 1254/2014 - relativo alle unità di ventilazione meccanica residenziali.

 

Le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE sono state in seguito modificate attraverso la 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

 

L’etichetta indica la classe di efficienza dell’apparecchio mediante una lettera da A a G (A = alta efficienza, quindi consumi contenuti; G = bassa efficienza, quindi consumi maggiori).  In realtà ci possono essere delle modifiche nella scala delle lettere e nelle informazioni riportate a seconda del tipo di prodotto.

Nel caso delle unità di ventilazione meccanica residenziale, il parametro energetico è il SEC, che esprime l’energia consumata per ventilare 1 mq di superficie abitabile riscaldata di un’abitazione o di un edificio, valutata a delle specifiche condizioni e ad una condizione climatica calda, media o fredda dell’Europa. Il SEC riportato sull’etichetta è relativo alle condizioni climatiche medie; inoltre sono riportati i valori di portata massima d’aria e il valore di potenza sonora. Oltre all’etichetta deve essere fornita una scheda prodotto con una serie di informazioni: dall’efficienza al rumore, al tipo di regolazione. 

 

L’etichetta energetica così come descritta dal Regolamento 811 si presenta in modo diverso a seconda che si tratti di:

  • apparecchio per il riscaldamento
  • apparecchio misto (un apparecchio per il riscaldamento d’ambiente progettato anche per produrre acqua calda sanitaria)
  • insieme di elementi quali apparecchio per il riscaldamento o misti, dispositivi solari, dispositivo di controllo della temperatura.
     

Per esempio, l’etichetta di un impianto per il solo riscaldamento come una caldaia riporterà un’indicazione di efficienza stagionale, un’indicazione di rumore e di potenza termica espressa in kW.
 


 

Nel caso di insieme di componenti tra cui impianto di riscaldamento, dispositivi di controllo della temperatura, dispositivi solari, dispositivi d’accumulo o eventuale caldaia supplementare, l’etichetta dovrà contenere informazioni riguardo l’efficienza globale del sistema, ottenuta attraverso un calcolo che coinvolge le efficienze di ogni singolo componente.

Tale etichetta potrà essere fornita dal produttore/fornitore (se lo stesso dovesse fornire tutto il pacchetto prodotti), oppure dall’installatore nel caso in cui acquisti i componenti singolarmente e li installi successivamente per formare un sistema.

Se per esempio fosse aggiunto alla caldaia il dispositivo di controllo della temperatura, in base al tipo di controllo garantito e della classe in cui ricadrebbe secondo il regolamento europeo, cambierebbe il contributo all’efficienza energetica stagionale.




In altre parole, a seconda del tipo di controllo e dalla presenza di elementi aggiuntivi come collettori solari o serbatoi, l’efficienza stagionale di un sistema può aumentare pur con la stessa caldaia o pompa di calore. Si veda ad esempio come la stessa caldaia a condensazione da 17 kW con serbatoio di accumulo e collettori solari possa passare dalla classe B alla classe A con l’aggiunta della termoregolazione SmartComfort 365.



 

EMISSIONE DEGLI IMPIANTI TERMICI

L’efficienza dell’emissione degli impianti termici esprime quanto della potenza fornita a terminale viene trasferita in ambiente.

Al prospetto 17 della norma UNI/TS 11300-2, norma italiana di riferimento per la progettazione degli impianti termici, sono riportati i rendimenti di emissione per tipologia di terminali e del fabbisogno termico (espresso in carico medio annuo).

La tabella sottostante riporta i valori in locali fino a 4 metri di altezza, che potrebbero quindi essere ambienti residenziali o uffici.

 

 

 

Utilizziamo cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile e cookie di terze parti per inviarti informazioni basate sulle tue preferenze. Se continui a utilizzare il nostro sito o chiudi questo banner, acconsenti all'utilizzo dei cookie come illustrato all’interno della nostra Cookie Policy. Puoi consultare la nostra Cookie Policy e capire come disattivare i cookie (c.d. opt-out) cliccando qui.