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La normativa UNI EN 1264

UNI EN 1264-3

UNI EN 1264-3:2009; si tratta della parte della normativa di aiuto per dimensionare il sistema a superficie radiante; nella nuova versione suggerisce come progettare il sistema qualora funzioni in raffrescamento o sia in riscaldamento che raffrescamento.

Si tratta della parte della normativa che consente di dimensionare la superficie radiante. Per limitare la potenza persa, al paragrafo § 4.1.2.2 la normativa stabilisce che il pannello isolante del sistema a superficie radiante deve avere un valore di resistenza termica Rλ,ins almeno pari a quanto stabilito nella UNI EN 1264-4. 

Per verificare qual è la potenza specifica che la superficie radiante deve fornire, la normativa invita a dividere il fabbisogno termico del locale calcolato secondo EN 12831 per la superficie riscaldante; se la potenza termica specifica che ne deriva risulta superiore alla potenza massima fornibile dalla superficie radiante, la normativa invita a considerare un’altra superficie in integrazione. 

La UNI EN 1264-3 stabilisce che le potenze specifiche massime fornibili con le superfici radianti in riscaldamento derivano dall’assumere limiti sui valori delle temperature superficiali:

  • nel caso di riscaldamento a pavimento, la temperatura massima del pavimento deve essere non superiore a 29°C nelle zone abitabili e a 35°C nelle zone perimetrali;
  • nel caso di riscaldamento a soffitto, la temperatura media del soffitto non deve essere superiore a 29°C;
  • nel caso di riscaldamento a parete, la temperatura media della parete non deve essere superiore a 40°C;

Alla temperatura massima del pavimento di 29°C corrispondono potenze specifiche diverse a seconda del grado di uniformità di temperatura raggiunto sulla superficie del pavimento (a esso contribuiscono il tipo di finitura superficiale e l’interasse di posa con cui è stato dimensionato il pavimento radiante); definiscono le potenze specifiche limite le cosiddette curve limite. 

Per temperatura al pavimento uniforme pari a 29°C la potenza specifica massima qG fornibile a un ambiente per cui si desiderano 20°C è calcolabile con:
qG = 10,8 (29-20) =97 W/m2

A temperatura media del soffitto pari al valore limite di 29°C corrisponde la potenza specifica massima fornibile a un ambiente a 20°C calcolabile con:
qG = 6,5 (29-20) =59 W/m2b (si veda § 4.2.1.4 di UNI EN 1264-3:2009)

A temperatura media della parete pari al valore limite di 40°C corrisponde la potenza specifica massima fornibile a un ambiente a 20°C calcolabile con:
qG = 8 (40-20) =160 W/m2 (si veda § 4.3.1 di UNI EN 1264-3:2009)


Una volta calcolato il fabbisogno termico specifico per ogni singolo ambiente da riscaldare in base a EN 15243 e verificato se esso risulta maggiore o minore alla potenza specifica massima qG, si procede con il dimensionamento della superficie radiante.Relativamente al pavimento radiante la normativa raccomanda di non considerare, se possibile, rivestimenti aventi resistenza termica Rλ,B superiore a 0,15 m2K/W. In ogni caso, se non si conosce la tipologia di rivestimento che verrà applicata o se il rivestimento avrà resistenza termica inferiore a 0,1 m2K/W, la normativa UNI EN 1264-3:2009 suggerisce di dimensionare l’impianto a pavimento in condizioni di esercizio severe in modo da garantire all’utente finale di raggiungere in ambiente le condizioni di benessere termico, anche nell’eventualità che il tipo di pavimento cambi nel corso della vita dell’impianto. 

Per questo motivo la norma invita a considerare pavimento con resistenza termica pari a 0,1 m2K/W per tutti i locali. Qualora il rivestimento applicato avesse resistenza termica superiore a 0,1 m2K/W, la reale resistenza deve essere presa in considerazione durante la progettazione dell’impianto a pavimento.

Il dimensionamento dell’impianto a pavimento consiste nel determinare: interassi di posa, temperatura di alimentazione e portate in circolo nei singoli anelli dell’impianto. La temperatura di alimentazione e gli interassi di posa si determinano confrontando i fabbisogni termici specifici da coprire con le potenzialità del sistema a pavimento scelto. Le prestazioni del sistema dipendono dalla sua geometria, dalle caratteristiche della tubazione impiegata e dall’interasse di posa della tubazione; scegliere sistemi a pavimento con caratteristiche di "resa" elevata significa far funzionare l’impianto a pavimento alla più bassa temperatura di mandata possibile. 

La UNI EN 1264-3 invita a scegliere l’interasse di posa sul locale sfavorito, ossia per quel locale il cui fabbisogno termico specifico risulta essere il più alto. Il locale sfavorito non deve essere un bagno. La potenza da fornire al locale sfavorito e il passo di posa da applicarvi determinano la temperatura di alimentazione dell’impianto.È possibile decidere il passo di posa fra tutti quelli possibili per il sistema scelto purché ciò non comporti il superamento della temperatura limite al pavimento. Scegliendo un passo di posa stretto, la temperatura di mandata risulta essere più bassa con vantaggio per il rendimento di produzione al generatore di calore. La temperatura di mandata deve essere quella per cui il salto termico degli anelli del locale sfavorito è pari a 5 K. 

Ad esempio, per locale sfavorito avente fabbisogno termico specifico q 60 W/m2, la temperatura di mandata di progetto diventa 38 °C nel caso si scelga passo 10 cm, 42°C nel caso si scelga passo 20 cm.

Nella realtà, nel caso in cui nel locale sfavorito venga applicato un passo 10 cm e il rivestimento sia in ceramica con resistenza termica 0,01 m2K/W la temperatura di mandata reale sarà 33°C.

Nel caso invece in cui nel locale sfavorito venga applicato un rivestimento con resistenza termica superiore a 0,1 m2K/W, ad esempio 0,125 m2K/W, la temperatura di progetto con passo 10 cm diventa 40°C.

Stabilita la temperatura di mandata dell’impianto sulla base della potenza e del passo di posa del locale sfavorito, si determinano i passi di posa degli altri locali riscaldati a pavimento confrontando i rispettivi fabbisogni termici specifici con le prestazioni del pavimento radiante. Per favorire la taratura termica e idraulica del pavimento radiante è consigliabile applicare un passo di posa più largo quando il fabbisogno termico specifico diminuisce. Per dimostrare questo concetto prendiamo la "resa" del pavimento radiante per rivestimento con resistenza termica 0,1 m2K/W riportata su grafico avente in ordinata W/m2 e in ascissa il salto termico medio logaritmico che in buona approssimazione possiamo considerare dato dalla differenza della temperatura media dell’acqua in circolo e la temperatura ambiente. Se si hanno due locali con fabbisogno termico specifico q pari a 70 e 50 W/m2 le temperature medie dell’acqua necessarie per coprire i fabbisogni sono pari a 40°C per il locale con maggiore necessità termica, se vi si applica un passo 10 cm, e 37°C per il locale con minore necessità termica se vi si applica un passo 20 cm. Questo significa che con una temperatura di mandata di 43°C il salto termico sarà pari a 6 K nel primo caso, a 12 K nel secondo caso.

Se nel locale con minore necessità termica viene applicato un passo 10 cm, il sistema ha una resa superiore pertanto bisogna fare in modo che la temperatura media dell’acqua sia più bassa se non si vuole avere un esubero di potenza fornita; da grafico si vede che la temperatura media deve essere non superiore a 33,5°C e il salto termico da garantire diventa pari a 19 K.

Il dimensionamento del pavimento radiante si conclude con la determinazione delle portate d’acqua.A titolo di esempio, il locale sfavorito con fabbisogno termico specifico 60 W/m2 al quale si è applicato un passo 10 cm ha bisogno di essere alimentato a 33°C per avere salto termico 5 K se il rivestimento è in ceramica. Se il locale è posto a piano terra sopra un garage con temperatura pari a 10°C, la potenza specifica persa è pari a 3,7 W/m2 se si applica un pannello isolante con resistenza termica Rλ,ins = 1,48 m2K/W. A partire dalla superficie riscaldata AF si determina infine la portata d’acqua necessaria per far fronte alle potenze termiche totali.

Qualora il pavimento radiante funzioni anche in raffrescamento, la UNI EN 1264-3 invita a determinare la "resa" del sistema in raffrescamento secondo quanto previsto dalla UNI EN 1264-5:2009. Il dimensionamento avviene con lo stesso criterio del riscaldamento; pertanto il carico termico estivo calcolato secondo EN 15243 andrà confrontato con la "resa" in raffrescamento del sistema. 

La normativa raccomanda di utilizzare una temperatura di mandata non più bassa di 1 K rispetto al valore della temperatura di rugiada calcolata sulle condizioni dell’aria ambiente e che sia previsto un sensore di umidità che garantisca in esercizio questo risultato. La procedura rimane la stessa anche in caso di soffitto o parete radiante in riscaldamento e/o in raffrescamento. 

Pertanto, la UNI EN 1264-3 invita a determinare la "resa" del sistema a soffitto o a parete secondo quanto previsto dalla UNI EN 1264-5:2009. Temperature di esercizio e portate sono calcolate con lo stesso criterio già espresso per il pavimento radiante in riscaldamento e/o in raffrescamento. Anche per i sistemi a soffitto e parete radiante si raccomanda di avere pannelli isolanti con resistenza termica Rλ,ins almeno pari a quanto stabilito nella UNI EN 1264-4.